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In tutte le religioni, in tutte le culture, la vita stessa si identifica con il respiro. Il respiro è legato al concetto stesso di vita e l’assenza di esso corrisponde all’idea di morte.

Ontogeneticamente, la nostra esistenza autonoma si realizza con il primo respiro, con la separazione dalla madre. Un atto spontaneo, molto semplice a descriversi ma essenziale, capace di assicurare non solo una serie di positivi scambi intracorporei, ma la buona funzionalità di tutto l’organismo.

Attraverso i movimenti respiratori, l’aria entra ed esce dai polmoni, permettendo al sangue di ossigenarsi e di eliminare l’anidride carbonica. L’ossigeno introdotto consente la trasformazione del glucosio in energia utilizzabile dall’organismo.

Dalla respirazione si ottiene il carburante necessario alle cellule del corpo per rigenerarsi. Se una buona respirazione produce benefici ad ampio spettro, una superficiale, inadeguata, mette a dura prova anche il sistema cardiocircolatorio ed immunitario. Una buona ossigenazione depura l’organismo dalle tossine, inquinanti ambientali inclusi, aiuta a riattivare il metabolismo e a sintonizzare i diversi ritmi fisici, cardiaco, dell’appetito, del sonno/veglia e quelli legati a emozioni e pensieri.

E’ noto che svariati fattori incidono negativamente sulla qualità del respiro. Tra questi, gli stress emozionali, gli stati ansiosi che, facendo prevalere la fase inspiratoria attivano eccessivamente il sistema nervoso simpatico.

E che dire dell’inquinamento, capace di “avvelenare” la capacità respiratoria?

E della carenza dell’attività fisica, benefica anche per i polmoni?

Morale: difficilmente si respira in modo corretto, profondo. E spesso si adotta inconsapevolmente una respirazione alta, “di petto”, che privilegia la parte alta del torace e riduce al minimo il lavoro del diaframma, che invece consentirebbe di fare fluire più aria.

Ma c’è una respirazione ideale? Si, la respirazione bassa o diaframmatica in sostanza profonda, a “pieni polmoni”, quella che coinvolge un po’ tutto il corpo. Inspirando profondamente, il diaframma viene spinto in basso verso l’addome e questo movimento dilata la cavità toracica, creando uno spazio che richiama aria al suo interno. Così, torace ed addome si espandono, lo stomaco si sposta ritmicamente verso l’alto e verso il basso. L’effetto è paragonabile a quello di un “massaggio viscerale” nel quale organi e muscoli si toccano con un ritmo delicato, che stimola la circolazione sanguigna e linfatica, l’attività intestinale e l’assorbimento delle sostanze nutritive. Non solo. La respirazione profonda e corretta influisce positivamente anche a livello psichico ed emotivo: la migliore ossigenazione “aiuta” la chimica cerebrale, aumenta la capacità di concentrazione e di affrontare e resistere a stress ed ansia.

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