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L’endometriosi è una malattia molto diffusa, ma poco nota alle donne che considerano il dolore una condizione ‘normale’ del ciclo mestruale. Invece i dolori pelvici addominali, le mestruazioni abbondanti e molto dolorose e i rapporti sessuali dolorosi, sono dei campanelli d’allarme che donne e medici non dovrebbero sottovalutare.

L’endometriosi colpisce tre milioni di donne solo in Italia, circa una su otto, ma nella fascia di età 29-39 anni ne è affetta una su due. In poche sanno di essere malate, tanto che in media c’è un ritardo di nove anni tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi.

Il dolore pelvico, tipicamente cronico e ricorrente, rappresenta il sintomo principale dell’endometriosi. Solitamente compare 24-48h prima del ciclo ed è il primo sintomo, l’infertilità una delle possibili conseguenze.

“L’endometriosi è una patologia cronica, spesso progressiva. Alcune cellule della mucosa uterina, l’endometrio, s’impiantano in altri organi come le ovaie, le tube, il peritoneo, la vagina. Ogni mese, durante le mestruazioni, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala, sanguinando, provoca un’irritazione dei tessuti circostanti. Questo tessuto ectopico – che si trova cioè al di fuori della sua sede abituale – risponde agli stimoli ormonali tipici dell’ovulazione e dell’età fertile come il normale endometrio. Cresce in altezza durante la prima metà del ciclo, si arricchisce di zuccheri e sostanze nutritive durante la seconda, e poi si sfalda nel peritoneo o in altri organi, causando molto dolore e infiammazione cronica, con danni tissutali e funzionali negli organi colpiti”. (D.ssa Alessandra Graziottin).

Associati al tipico dolore pelvico, si presentano dolori addominali o sacrali che possono irradiarsi agli arti inferiori o all’inguine. L’apice della sintomatologia viene raggiunta verso i 30-35 anni, soprattutto se la paziente non ha avuto cure adeguate e non ha mai portato a termine una gravidanza. Eventuali lesioni sull’intestino crasso o sulla vescica possono provocare dolore durante defecazione e minzione, in associazione a distensione addominale. Durante i rapporti sessuali, può insorgere dolore che si protrae anche dopo il rapporto.

Può l’Osteopatia aiutare la donna affetta da endometriosi?

Numerosi studi e ricerche in ambito osteopatico, hanno dimostrato l’utilità del trattamento manuale nella cura e prevenzione del dolore pelvico.

L’approccio osteopatico, essendo globale, valuta strutture anche lontane dall’area interessata. Il principio di base è che le aree interessate devono avere relazioni anatomiche, neuroanatomiche o funzionali con l’area interessata dalla patologia ed alla relativa patogenesi. Pertanto, tramite la valutazione si identificano le zone disfunzionali ove è presente una maggiore tensione e restrizione tissutale, tramite palpazione e test specifici. Il trattamento prevede la mobilizazzione delle strutture articolari e dei relativi tessuti delle strutture coinvolte.

Il trattamento osteopatico, nel caso di endometriosi, si colloca all’interno di un progetto di salute più globale, nel quale si inseriscono specialisti dedicati e cure tradizionali e/o alternative.

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